VITTORIA BUSSI: la sua lettera all’investitore e la comunicazione per una CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE “RISPETTA IL CICLISTA 1,5 m” sulla tutela dei CICLISTI

VITTORIA BUSSI

Vittoria Bussi, ciclista e pistard, detentrice del record dell’ora femminile su pista ottenuto nel 2018 in Messico, ha comunicato di non avere fortunatamente riportato fratture dovute alla caduta nell’incidente in cui è stata coinvolta la scorsa settimana, bensì alcuni ematomi e un grande spavento. L’incidente è avvenuto durante un allenamento. Il caso ha voluto, benchè in città diverse, nello stesso giorno sia stata coinvolta, in un incidente simile, un’altra campionessa di ciclismo Letizia Paternoster con conseguenze più importanti.

Di seguito la lettera di Vittoria, postata sui social, rivolta alla sua investitrice:

Cara Signora che venerdì scorso mi hai investita,come stai? Ti sei messa in pace con la tua coscienza? Hai già portato la tua macchina a riparare? Hai già ripercorso quel pezzo di strada? E ti è venuto un brivido lungo la schiena? Hai mai afferrato il cellulare pensando “magari la chiamo e sento come sta”? Le conseguenze di un incidente, pur “fortunato” che sia stato l’esito, hanno il dovere di essere raccontati. I lenti giorni di ripresa, le notti insonni pieni di incubi, i dolori del risveglio, la fisioterapia, la frustrazione di non essere indipendenti ed il dover chiedere aiuto così spesso, la frenesia di tornare padroni della propria vita. Oggi a Torino c’era il sole, ed io sarei già stata in grado di uscire in bici, ma ho fatto rulli. Sai che c’è, cara Signora? C’è che ho paura di rimettermi in strada. C’è che tutto questo non è giusto. C’è che mi dicono che il tempo sistema le cose, ma io ho fretta. E sai pure che ti dico Signora? Riflettendoci un po’ su, in fin dei conti tutte le grandi imprese hanno dei retroscena di profonda sofferenza, tutti gli eroi hanno attraversato l’inferno. Forse è proprio perché quando ti sembra di annegare, è lì che scatta quello spirito di sopravvivenza primordiale che ci fa andare oltre, ci dà il coraggio di fare grandi cose e ci fa sentire invincibili come eroi. Signo’, e con questo poi ti saluto. Se mi rincontri per strada, tieni almeno UN METRO E MEZZO di distanza, non t’avvicina’ più de tanto perché poi me ‘ncazzo.

QUESTO IL MESSAGGIO DI LETIZIA E LA SUA RICHIESTA DI SOSTEGNO PER UNA CAMPAGNA DI SENSIBILIZZAZIONE:

Giochiamo alla roulette russa? Letizia ieri è toccato a noi. Essendo arrivata più tardi di te sulle strade e ad un’età già matura, ho percepito subito che andare in bici in Italia è un gioco d’azzardo.

Sala d’attesa dell’ospedale.
Nulla di rotto per me, solo una forte botta e spavento, ma Letizia è stata meno fortunata.
Permettetemi uno sfogo, scrivo d’istinto sperando che questo mio dolore di oggi possa arrivare a quante più persone possibili e soprattutto ai non ciclisti.
Il ciclista e’ in fin dei conti un poeta maledetto in questa nostra Italia, “esiliato e deriso” per citare Baudelaire e il suo albatros, dotato di ali da gigante, ma reso infermo da chi non lo comprende.

Il non essere accettati e rispettati è un male di vivere.
Per poter inseguire il mio sogno (il nostro sogno) devo trovare il coraggio di rimettermi in strada, e di affrontare ogni giorno la paura che oggi mi attanaglia.

L’ACCPI si sta muovendo con passi da gigante, grazie di cuore. Io nel mio piccolo vi chiedo questo: aiutateci per una grande campagna di sensibilizzazione della massa, perché per quel che sto vivendo sulla mia pelle, i ciclisti in strada sono una categoria non protetta e non rispettata, inaccettabile in un paese civile quale dovremmo essere, inaccettabile quanto ogni altro tipo di intolleranza. Si tratta di rispetto, delle norme della strada, ma, soprattutto, della vita umana.

Non voglio ingaggiare una battaglia contro le quattro ruote, sono un’automobilista anche io. Parlo piuttosto di tolleranza, di condivisione del bene comune, della cura per la vita altrui e per la propria.

Grazie alla clinica #Cidimu IRR che mi sta assistendo nella ripresa.

Mi unisco, essendo un ciclista amatoriale e vedendo sulle strade la poca correttezza e attenzione da parte degli automobilisti, al messaggio di Vittoria, e condivido pienamente le Sue parole.

Quindi RISPETTO del CICLISTA e del CODICE DELLA STRADA!!!!!

M. Cavanna

Massimo Cavanna

Massimo, autore del sito RunBike.it, è appassionato di sport, ciclismo e corsa. Partecipa e organizza gare tra le province di Genova e Alessandria.

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